L’illecito dell’ente metaindividuale tra prevenzione, riparazione e giustizia riparativa • Eliseo Davì (La Legislazione Penale)

Eliseo Davì

Sono stati pubblicati gli atti del Convegno “La rieducazione tra pena e riparazione. Nel 50° anniversario della legge sull’ordinamento penitenziario”, svoltosi a Pisa, il 6 giugno 2025, a cura dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale (AIPDP). Fra questi, il contributo di Eliseo Davì su “L’illecito dell’ente metaindividuale tra prevenzione, riparazione e giustizia riparativa“.

Il carattere ibrido, non schiettamente penale, della responsabilità da reato degli enti collettivi, per come disciplinata dal d.lgs. 231/2001, rende il sistema un ideale banco di prova per la sperimentazione di nuove logiche di intervento contro il crimine d’impresa, alternative a quella propriamente repressiva. Anzitutto la prevenzione “organizzativa”, incarnata dal paradigma della corporate compliance, e la riparazione dei danni cagionati dal reato-presupposto, anche mediante l’adozione di un modello organizzativo ex post. L’autore segnala che il sistema è astrattamente compatibile anche con la restorative justice ed evidenzia l’opportunità di valorizzare i dialoghi riparativi con la comunità colpita dagli effetti negativi del reato-presupposto (specie in relazione ad alcune tipologie di reato, come quelle in materia ambientale), ma rileva anche la scarsa appetibilità per l’impresa, allo stato attuale della normativa, di partecipare a simili programmi, visto che per l’ente non ne deriverebbero effetti giuridici più vantaggiosi di quelli già raggiungibili attraverso le altre e meno impegnative condotte riparatorie. Una possibile via potrebbe essere quella di includere i programmi di giustizia riparativa tra i possibili contenuti della “messa alla prova” dell’ente, in seno ad una più ampia riforma del “sistema 231”.

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